Indoor Outdoor. Arte Urbana a Pisa


Sono ormai passati 25 anni da quando Keith Haring dipinse il murale Tuttomondo a Pisa, oggi considerato a pieno titolo come parte integrante del patrimonio artistico della città, nonché tra le opere più significative di questo artista. Da allora, in modo sotterraneo ma sempre più evidente, la città di Pisa ha sviluppato una propria cultura dei graffiti.

Grazie a varie occasioni importanti, come l’ormai leggendario evento-cult Panico Totale negli anni ’90, l’assegnazione dei muri legali in città (il cui rinnovo è uno dei punti cardine di questo progetto), il ciclo di mostre Materia-Esposizione di Segni Non Tipografici al Cantiere San Bernardo, e molti altri microeventi, Pisa è diventata, pur essendo una città di dimensioni modeste, un punto fermo nella mappa internazionale del writing. Non è un caso infatti se importanti nomi della scena mondiale (tra cui Phase2, uno dei padri newyorkesi del movimento) sono passati sui nostri muri con lo scopo di lasciare una traccia e di interagire con i writers locali.

Gli scrittori di graffiti a Pisa sono una vera e propria comunità, che ormai vanta più generazioni al suo interno, e che si muove con le sue regole e le sue tradizioni, sempre nel rispetto della città, grazie anche alla pratica di insegnamento e workshops da parte dei veterani del movimento nei confronti delle nuove leve. Se a Pisa è stato possibile raggiungere alti livelli qualitativi è stato anche grazie alla disponibilità di spazi legali dove sviluppare idee e lasciare che il processo creativo e aggregativo si sedimenti con continuità.



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