Reggio nell'Emilia 24 Maggio 2014

Grandi reggiani svettano sul murales della Panizzi

Nove ore di lavoro, un team di 10 artisti per quasi 80 metri di parete: queste le cifre dell'intervento di street art realizzato in via Malta, in pieno centro storico, sul muro esterno della biblioteca Panizzi.

Il termine street art non è poi nemmeno così corretto: nel caso di via Malta parliamo infatti di artisti professionisti, e i nomi sono quelli ormai celebri in città, e non solo: Collettivo Fx, Psiko Patik, Lyra, Styng 253, Hang, Neko e tanti altri. Alcuni di essi, per di più, con un ventennio di carriera alle spalle, ovvero da quando, circa a metà degli anni '90, da oltreoceano sbarcò in Italia la cultura della writing art.

Un intervento complesso, dunque, quello di via Malta, realizzato in collaborazione con l'assessorato ai Progetti speciali del Comune e la biblioteca Panizzi. L'intento? Una riqualificazione dell'area, al centro da tempo di atti di vandalismo, spaccio e microcriminalità. «Stufi di essere costretti continuamente a dover rimbiancare la parete - ci spiega Hang - uno degli artisti, Comune e biblioteca ci hanno chiesto di intervenire e noi ne siamo stati ben lieti, facendo ciò che, spero, ci riesce bene, raccontare storie dipingendo».

Un'opera, ci spiega ancora Hang, strutturata in varie parti. Lo sfondo, innanzitutto, che altro non è che una citazione di “Whirls and Twirls”, ovvero l'opera che Sol Lewitt realizzò proprio per la Panizzi sulla volta della sala lettura. Sullo sfondo, incomprensibili forse a chi non è pratico di questa arte, le firme degli autori realizzate attraverso la cosiddetta tecnica del “wildstyle”, ovvero una forma intricata di “graffiti” in cui si aggiungono frecce e collegamenti fra le lettere.

Ma ciò che colpisce di più sono i volti ritratti dagli artisti sulla parete, volti di protagonisti della storia, artistica ma non solo, di Reggio. La scelta è caduta su Antonio Panizzi, bibliotecario e patriota nato a Brescello nel 1797 a cui, inoltre, è dedicata anche la stessa Biblioteca comunale; Antonio Ligabue, il celebre pittore di Gualtieri; Pier Vittorio Tondelli, scrittore di Correggio; l'etnologo Gaetano Chierici; il pittore Gaetano Chierici e infine don Giuseppe Dossetti, sacerdote, partigiano e uomo politico nato a Genova ma cavriaghese di adozione.

Qualche critica, ed era prevedibile, c’è stata. «Noi non siamo - ci spiega un altro degli artisti coinvolti in via Malta, Psiko Patik - quelli che imbrattano muri con le bombolette o dipingono su monumenti ed edifici storici. La bravura di alcuni di noi è conosciuta addirittura a livello europeo. Tanti passanti, fermandosi, ci hanno riempito di complimenti. E una signora ci ha implorato di dipingere anche la parete esterna di casa sua».

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